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Laurea Honoris Causa a Malachi Beit-Arié, Josè Maria 
Blazquez Martinez, Colette Sirat, Ramon Teja
Laurea hc a Malachi Beit-Arié
  La laurea ad honorem a Beit-Arié
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Laurea hc a Blazquez Martinez
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Laurea hc a Colette Sirat
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Laurea hc a Ramon Teja
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MALACHI BEIT-ARIÉ
Malachi Beit-Arié ha fissato i fondamenti metodologici e ha sviluppato la disciplina della codicologia ebraica, così come lo studio della codicologia comparata e della trasmissione dei testi nel Medioevo. Assieme a Colette Sirat, egli ha promosso nel 1965 lo Hebrew Paleography Project. Utilizzando un approccio quantitativo ancor prima che la codicologia quantitativa fosse introdotta nello studio della paleografia latina, il progetto ha studiato e raccolto tutte le caratteristiche fisiche, tecniche, scribali e grafiche, nonché le variabili di tutti i manoscritti ebraici datati o databili, esaminandoli in situ nelle collezioni sparse in tutto il mondo. A partire dai primi anni Settanta, Malachi Beit-Arié ha iniziato a costituire un pionieristico database codicologico computerizzato relativo a tutte le caratteristiche raccolte preventivamente in dettagliati questionari compilati su supporto cartaceo. Egli ha sviluppato un elaborato sistema di ricerca, di classificazione e di linking, che rende possibile una ricerca illimitata di dati, il loro raggruppamento e la valutazione dei valori statistici relativi ad ottocento variabili codicologiche, in aggiunta alla possibilità di ottenere dati numerici e testuali oltre ad immagini relative ad ogni manoscritto. Questo database e il suo sistema di ricerca Ŕ una realizzazione scientifica e metodologica unica nel suo genere e all'avanguardia nel campo dello studio codicologico e paleografico di tutti i manoscritti, anche di quelli non ebraici, per lo studio computerizzato dei quali esso costituisce un prezioso modello e consente di delineare, per la prima volta, la storia dell'evoluzione dei manoscritti vergati in caratteri ebraici. In decine di libri e molti articoli Malachi Beit-AriÚ ha arricchito gli studi giudaici di una nuova disciplina e di una nuova metodologia: egli può a ragione essere considerato il padre della codicologia e paleografia ebraiche come discipline scientifiche, dimostrando altresý la vitalitÓ dell'analisi archeologica dei manoscritti ebraici.
Per tutti questi motivi, oltre alla considerazione della larghissima fama internazionale di cui gode, Malachi Beit-Arié è stato insignito della Laurea ad honorem in Conservazione dei beni culturali.

JOS╔ MARIA BL┴ZQUEZ MART═NEZ
Il prof. José Maria Blázquez Martínez, cattedratico di Historia antigua nella facoltà di Geografia e storia dell'Università Complutense di Madrid, è membro di numerose e prestigiose accademie spagnole, europee e statunitensi. Rari sono gli ambiti della Storia antica della Penisola iberica che non registrano un intervento autorevole e risolutivo del prof. Blázquez. La stessa storiografia moderna del vicino Oriente antico, sulla Grecia e su Roma, annovera suoi importanti ed apprezzati contributi. Nato ad Oviedo nel 1926, iniziò la propria carriera accademica come professore di Archeologia classica per poi ricoprire nel 1966 la cattedra di Storia antica nell'Università di Salamanca. Con la sua cattedra, la seconda in Spagna, l'insegnamento e lo stesso ambito di ricerca della storia antica, sino a quell'anno insegnata come appendice della preistoria o come introduzione alla storia medievale, trovano la propria autonomia. La scuola di Blázquez riconosce l'importanza e la pari dignitÓ delle diverse fonti per la ricerca, dall'archeologia e l'epigrafia alla numismatica, dando all'indagine storica una nuova unità che supera di slancio le insidie di un approccio antiquario sempre da tenere sotto controllo. Sotto l'egida del prof. Blázquez si forma un'intera generazione di studiosi. I suoi allievi rientrano in una vasta gamma di orientamenti dottrinali e hanno potuto, in piena libertà, volgersi a ricerche sulla storia antica dell'Egitto, del vicino Oriente, della Grecia, di Roma e della Spagna. All'imponente produzione scientifica, il prof. Blázquez affianca un'attività sul campo di tutto prestigio, dagli scavi di Càstulo in Spagna, a quelli del monte Testaccio a Roma. Continua e qualificante è la lunga serie dei suoi soggiorni di studio che gli hanno consentito di conoscere direttamente i più diversi ambiti dell'antica storia mediterranea, riproposti in sintesi utili alla didattica universitaria. Gli ultimi decenni sono stati dedicati allo studio dell'identità religiosa dei differenti popoli indigeni della Spagna e al contributo del loro apporto alla costituzione del comune sentimento religioso dell'antico Mediterraneo.
A questa lunga vita di studioso è stata offerta la Laurea ad honorem in Conservazione dei beni culturali.

COLETTE SIRAT
Colette Sirat, dell'dell'Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona, ha il merito di avere proposto e costituito nel 1965, in collaborazione con Malachi Beit-Arié, il Comité de Paléographiee Hébra´que sorto con l'appoggio dell'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes del Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, e della Israel Accademy of Sciences and Humanities di Gerusalemme. Questo importante progetto nel corso di vent'anni ha pubblicato per la prima volta l'intero corpus dei facsimilia dei manoscritti ebraici datati e localizzati, fornendo un prezioso e indispensabile strumento alla codicologia e paleografia ebraiche. Colette Sirat ha esaminato in situ, in diverse collezioni europee, una mole considerevole di manoscritti ebraici, raccogliendone tutti i dati codicologici e paleografici, successivamente computerizzati a Gerusalemme nel programma "Sfardata". Dopo aver collaborato all'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes di Parigi per l'elaborazione di un nuovo catalogo della Bibliotèque nazionale, nel 1964 ha fondato e tuttora dirige la sezione di paleografia ebraica presso questo stesso istituto. L'approccio scientifico alla produzione del manoscritto ebraico e alla caratterizzazione delle sue grafie, secondo la distribuzione diacronica e geo-culturale, hanno costituito la base per la nascita della paleografia ebraica come scienza. Le pubblicazioni di Colette Sirat, costituite da innumerevoli articoli e diversi libri, hanno fissato lo statuto scientifico di queste discipline, e costituiscono i manuali indispensabili per studiosi e studenti. Grazie alle sue indagini, è stato possibile allo Hebrew Paleography Project, sorto dalla collaborazione paritetica dei due centri di Gerusalemme e di Parigi, di accumulare una quantità incredibile di dati relativi a tutte le variabili codicologiche e palegrafiche documentate nei manoscritti ebraici datati e localizzati, dando vita a un database che Ŕ diventato uno strumento formidabile per datare i manoscritti non datati, comprese le diverse migliaia di disiecta membra codicum rinvenuti negli archvi europei, in particolare italiani, dove nella seconda metà del Cinquecento e nel Seicento essi vennero riutilizzati come rilegature. Colette Sirat ha il merito di aver integrato lo studio della scrittura ebraica all'interno delle diverse civiltà in cui essa è fiorita, mostrando al contempo l'influsso esercitato sulle scritture ebraiche dalle scritture delle diverse culture in cui esse si sviluppavano. Se Malachi Beit-Arié può a ragione essere considerato il padre della codicologia e paleografia ebraiche, Colette Sirat ne è indiscutibilmente la madre.
Per questi motivi, aggiunti alla fama internazionale di cui gode, è stata conferita a Colette Sirat la Laurea ad honorem in Conservazione dei beni culturali.

RAMON TEJA
Il prof. Ramon Teja ha percorso una prestigiosa carriera accademica presso le maggiori università spagnole e oggi è ordinario di Storia antica presso l'Universidad de Cantabria a Santander. In questa prestigiosa sede universitaria, per il cui sviluppo ha profuso grandi energie e capacità organizzative, ha ricoperto importanti incarichi di governo. Ha acquistato fama internazionale come docente (in Germania, Italia e Cile) come coordinatore di progetti di ricerca sui conflitti politico-ecclesiatici in Oriente durante l'antichità tarda e sulla ricezione del concilio di Calcedonia a Costantinopoli, Antiochia e Gerusalemme, nonché come direttore o responsabile scientifico di varie riviste internazionali; inoltre la sua fama si fonda sui suoi innumerevoli interventi in seminari e congressi e sui suoi saggi. In questi il prof. Ramon Teja ha indagato con grande originalità lo sviluppo del monachesimo cristiano; gli atteggiamenti sociali e l'organizzazione provinciale accanto alla nuova sensibilitÓ cristiana, nel gioco delle sue influenze e dei condizionamenti rispetto al mondo romano tardoantico, componendo un affresco di vita religiosa, economica e sociale di singolare fascino e suggestione contenutistica e metodologica. Egli ha anche prestato attenzione inconsueta allo sport come fenomeno associativo e civile del mondo antico e tardoantico; alla condizione e al ruolo delle donne, al millenarismo, alla magia e alla demonologia che sono per Ramon Teja altrettanti poli di analisi. L'ampiezza dei suoi interessi di studio, la passione dei suoi interventi civili, le sue responsabilità amministrative, la ricchezza della sua informazione e analisi delle fonti anche archeologiche antiche e tardoantiche, la finezza della sua interpretazione: tutti questi sono aspetti operativi che si uniscono ad un tratto umano fatto di understatement, di ironia cordiale e di umorismo che conferiscono alla sua figura un'eccezionale suggestività e attrattiva, facendone un polo di formazione dei giovani universitari e degli allievi avviati alla ricerca.
Per l'originalità, singolarità e complessità di questa figura di studioso e promotore di studi, per l'ampiezza dei suoi rapporti internazionali, per l'impegno nella salvaguardia dei beni culturali si è conferita al prof. Ramon Teja la Laurea ad honorem in Conservazione dei beni culturali.


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